Pubblico e Privato – Concorrenza da evitare

Articolo pubblicato sul Corriere del Ticino del 19.01.2010 a titolo "Concorrenza dannosa tra lo stato i privati" e sul Giornale del Popolo del 19.01.2010 a titolo "Pubblico e Privato – Concorrenza da evitare".


Ci interroghiamo spesso sulla ridefinizione dei compiti dello Stato: per alcuni sono troppi, per altri non abbastanza. Ogni opinione è lecita. Come Associazione dei microimprenditori, apartitica, desideriamo tuttavia sottolineare un punto importante. La concorrenza tra settore pubblico ed economia privata dovrebbe essere evitata il più possibile. Se l'attività fornita dalle aziende private fosse carente ed il servizio fosse indispensabile per la società oppure se il costo del servizio avesse un impatto sociale, lo Stato potrebbe e dovrebbe essere complementare o temporaneamente sussidiario. Quando tuttavia diverse attività private presenti in tutto il territorio operano in regime di libera concorrenza, è singolare scoprire che lo Stato si è organizzato per fornire anche lui lo stesso servizio, in sovrapposizione ai privati.

Non abbiamo dubbi: se lo Stato facesse concorrenza ad una grande o media azienda sarebbe già emerso sulle colonne di tutti i giornali. In questo caso si tratta invece di piccole attività, quelle microimprese con meno di 10 dipendenti che costituiscono 86% di tutte le imprese in Ticino. Queste, pur essendo tantissime, difficilmente riescono a far ascoltare la loro voce. Come associazione riteniamo che la piccola dimensione dell'azienda danneggiata, in termini di fatturato ed utili, non debba essere un alibi per ignorare il caso. Lo Stato stesso afferma di dover fare un passo indietro in alcuni suoi compiti e di dover risparmiare. Spesso si constata che non ci sono casi concreti ma ora abbiamo l’esempio di un nostro associato che ci ha segnalato la sua esperienza.

Parliamo dei soggiorni linguistici e stage all'estero, attività che da oltre 20 anni è offerta da privati con uffici in varie città del Cantone. Dal 1997 lo stesso servizio è proposto anche da un ufficio cantonale. Questo ufficio sottrae centinaia di casi al settore privato. E siamo in piena crisi economica. Se il servizio dello Stato si limitasse a finanziare i casi che necessitano di aiuto e lasciasse l'organizzazione del soggiorno linguistico ai privati, avremmo una sinergia, una complementarietà. Invece c'è concorrenza , con una evidente “disparità” di mezzi: l'ufficio cantonale ha un binario preferenziale per comunicare nelle scuole. Dispone di mezzi comunicativi che per onere economico sono fuori dalla portata dell'azienda privata. Non paga imposte, affitto, luce, computer. Non ha i costi che ha il privato. Non ha il problema di pagare gli stipendi a fine mese.

Tutto è reso più complicato dal fatto che nel bilancio del Cantone non si trova la voce specifica relativa ai costi di quel servizio. Siamo quindi in presenza di una scarsa trasparenza? Discutiamo di crisi economica e assistiamo al paradosso di uno Stato che vorrebbe risparmiare ma che con una mano sottrae fatturato al privato e con l'altra si dichiara disponibile a stanziare fondi anticrisi per aiutare l'economia privata. Ci chiediamo quali sono i compiti dello Stato. Con una mano dare e con l'altra togliere? Quanti altri casi del genere ci sono?

Francesco Forti,
Presidente di FORMiKA,
l'Associazione dei microimprenditori