Tutti i numeri della Microimpresa ticinese

Dall'esame dei dati 2008 pubblicati dall'Ufficio Ticinese di Statistica (USTAT) la Microimpresa ticinese appare sostanzialmente stabile, con una leggera crescita.

Rispetto ai dati 2005 (che sono in parte riassunti in questo documento) troviamo 1'100 microaziende e 3'500 addetti in più. Tuttavia una crescita di pari intensità si è verificata anche nelle aziende più grandi e i rapporti rimangono quindi costanti: le microimprese rappresentano l'86% di tutte le imprese, impiegando il 33% di tutti gli addetti ticinesi. In media una Microimpresa impiega 3.3 addetti ma quelle con meno di 2 addetti sono il 43%. Inoltre quasi un lavoratore su cinque in Ticino (18.4%) lavora in microimprese con meno di 2 addetti. 

Le informazioni pubblicate dall'USTAT in questa pagina ci danno ulteriori informazioni interessanti. Per esempio il dato dell'86% inidica la media di tutte le imprese ticinesi ma se andiamo a vedere separatatamente il secondario (che rappresenta il 17.5% di tutte le imprese e quasi il 29% di tutti gli addetti) scopriamo che 3 imprese su 4 sono "micro" (75%) e che il vero boom lo si riscontra nel settore terziario (l'82% di tutte le imprese ticinesi ed il 73% degli addetti). In questo settore l'88.2% di tutte le imprese è "micro" e vi lavora quasi il 40% degli addetti del settore commerciale. Quindi nel terziario 2 lavoratori su 5 sono impiegati presso microimprese.

Tra le "micro" troviamo il 90% delle imprese attive nel commercio all'ingosso, delle attività amministrative e di servizi di supporto, dei servizi di informazione comunicazione, il 94% delle attività professionali, scientifiche e tecniche (con il 62% degli addetti). Troviamo anche il 93% dei servizi sanitari ed il 97% delle riparazioni di computer. Nelle attività di servizi personali arriviamo addirittura al 98.3%.

Anche nel secondario ci sono settori in cui le microimprese sono predominanti: l'82% delle industrie tessili, il 91% dell'industria del legno, il 90% della fabbricazione di mobili, il 93% della riparazione e installazione di macchine e apparecchiature. 

Volete vedere tutti i dati? Sono pubblicati in questo documento PDF.

Veniamo ora ai dati che mancano.
Purtroppo ci sono dei dati che sono pubblicati a livello europeo ma sono assenti nel contesto statistico svizzero. E non sono dati di poco conto. Parliamo in questo caso della produttività, cioè del rapporto tra il fatturato ed il numero degli addetti. Ci sono vari modi di stimare la produttività ed un di questi mette in relazione il valore aggiunto con il numero degli addetti coinvolti nell'operazione. Esiste uno studio europeo (European SMEs under Pressure, annual report 2009) da cui si rileva (con l'ausilio di una notevole mole di dati excel) che la produttività è fortemente infuenzata dalla dimensione aziendale. Massima nelle grandi aziende, diminuisce nelle medie, piccole e micro imprese. Per fare esempi a noi vicini, la produttività in migliaia di euro per addetto in Austria passa da 73 per le grandi imprese a 67 per le medie, 50 per le piccole e 44 per le micro.  In Germania la serie è 67, 56, 46, 45. La Francia mostra una produttività per addetto decisamente maggiore, con 80, 72, 60. 58. La vicina Italia evidenzia una produttività inferiore, con 64, 56, 46, 30. Prendendo tutti i dati europei (EU27) la grande impresa vede una produttività di 61'00€ per addetto, la media impresa 50'000 mentre piccola e micro producono rispettivamente 43'000 e 33'000 euro per addetto.

Che dire della produttività svizzera e ticinese in relazione alla dimensione aziendale? Nulla perché il dato non è pubblico e quindi non possiamo fare confronti, non possiamo osservare miglioramenti o peggioramenti. 
In ogni paese il calo di produttività in relazione al calo della dimensione aziendale è una costante che non vede eccezioni. Visto che il trend ticinese di questi ultimi 20 anni ha visto un calo del 10% degli addetti alle grandi imprese ed un aumento del 24% egli addetti delle microattività, è chiaro che questo influisce negativamente sulla produttività totale e che servirebbero ulteriori dati per affrontare il problema e predisporre eventuali soluzioni.

Francesco Forti
FORMiKA