Microimpresa e Microcredito

Microimpresa e Microcredito

Il perché di un matrimonio difficile

 

Lugano, Marzo 2010

Un aspetto critico per chi inizia una piccola attività è costituito dall'assenza pressoché totale di possibilità di finanziamento bancario. La situazione può essere così riassunta: se il neo imprenditore non ha tutto il capitale che gli serve per avviare e sostenere l'azienda, ben difficilmente potrà fare ricorso ad un prestito bancario o ad una linea di credito.

L'avviamento di una microimpresa non necessita di grandi investimenti ma questo, che sembra un vantaggio, è il problema principale: un prestito di 30'000 Franchi infatti non rappresenta un affare interessante per una Banca, visto che le spese interne all'organizzazione bancaria per gestire il caso superano l'utile in interessi percepibili in base ai parametri di mercato. Se consideriamo che oggi l'86% di tutte le imprese svizzere e ticinesi ha meno di 10 dipendenti, è chiaro che siamo di fronte ad un grosso problema per lo sviluppo dell'economia. Eppure le microimprese oggi impiegano circa 1/3 di tutti gli addetti e rappresentano 1/3 del Prodotto Interno Lordo. Oltre alle microimprese sono in netta difficoltà anche le piccole e medie imprese e tutte quelle aziende che, per la crisi in atto, hanno bisogno di un sostegno finanziario.

Questa è la realtà che osserviamo e ce ne siamo chiesti i motivi. Questo studio vuole rappresentare una elencazione di cause ed un primo tentativo di indicare soluzioni.

 

L'analisi dei problemi

La causa principale ha un nome: Basilea II. Questa è la forma breve con cui ci si riferisce al Nuovo Accordo sul Capitale di Basilea, che ha rimpiazzato il precedente accordo, noto come Basilea I.

Il nuovo accordo, raggiunto tra le banche centrali di Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, impone ai singoli istituti di credito delle rispettive nazioni di adottare misure atte a contenere il rischio di insolvenza dei soggetti a cui si fa credito, per evitare ripercussioni sugli istituti di credito e sull'intero sistema finanziario globalizzato. Siglato nell'aprile del 2004, è diventato operativo con gradualità tra il 2007 ed il 2008. Esso non è servito, come possiamo constatare, ad evitare la crisi del credito (Credit Crunch) iniziata proprio nel 2008 e delle cui conseguenze stiamo ancora subendo le conseguenze. Questo perché le premesse dell'attuale crisi nascono dal comportamento degli ultimi decenni, soprattutto con la concessione di crediti immobiliari di alto rischio negli Stati Uniti. Il concetto che sta alla base di Basilea II è giusto. Oggi possiamo osservare i suoi effetti perversi nella concessione di crediti alle piccole attività economiche, soprattutto quelle in fase di avviamento. Vediamo i dettagli:

  1. la redditività:
    la redditività media di un capitale investito dovrebbe essere pari a circa il 5% annuo. Possiamo quindi calcolare che il prestito di 30'000 Franchi dovrebbe comportare, per chiunque fosse disposto a impegnare quel capitale, un reddito di 1'500 Franchi per ogni anno.

  2. Con Basilea I
    un simile prestito poteva essere erogato sostanzialmente sulla fiducia, quando c'era un rapporto di conoscenza stretta tra banca ed impresa. Per la Banca pochi costi interni, un rischio tutto sommato moderato, accompagnato da un guadagno in linea con la media e la possibilità di sostegno alle piccole imprese locali. Oggi con Basilea II questo è diventato impossibile. Questo essenzialmente perché questo accordo impone pesanti oneri interni di verifica per ogni prestito bancario. Da notare inoltre che il numero delle microimprese potenzialmente da finanziare è aumentato vistosamente negli ultimi 20 anni (+24% in Ticino).

  3. I pilastri di Basilea II

  • Requisiti minimi patrimoniali

  • Controllo prudenziale interno delle banche

  • Informativa da rendere al pubblico

Le Banche, per ogni prestito, devono accantonare una percentuale che è calcolata come somma di tre rischi: quello operativo, quello di credito, quello di mercato. Il minimo è l'8% ma questa percentuale sale con l'aumentare del rischio. Questo è calcolato in modo complesso tramite strutture di rating esterno o anche interno. In ogni caso questo rating è estremamente costoso ed è più che altro efficace nel calcolare il rischio di un prestito per un'attività già avviata, di cui si conoscono da tempo, con un'accurata indagine, i parametri fondamentali d'impresa. Il fattore imponderabile è invece quello del calcolo del rischio di un'attività nuova. Qui possiamo considerare che un rischio “sconosciuto” è sostanzialmente un rischio “massimo”. Un rischio massimo necessita di un accantonamento massimo. In pratica alle banche non conviene fare prestiti alle start-up perché dovrebbero accantonare più capitale interno rispetto a quanto prestabile ad una attività già avviata e conosciuta. Meglio prestare 50'000 Franchi ad una impresa già avviata e di basso o medio rischio piuttosto che 50'000 ad una start-up di cui non sanno oggettivamente valutare i rischi.

  1. I costi interni delle Banche.
    Alle precedenti considerazioni vanno aggiunte quelle sui costi interni. Rivolgersi ad una agenzia esterna di rating è possibile ma costoso. Le a
    genzie specializzate, Ecai (External Credit Assessment Institution) hanno un utilizzo "economico" solo nel caso di grandi imprese (> 250 dip) e di alcune medie imprese (>50 dip). In alternativa all'impiego di un costoso rating esterno, e qui Basilea II esclude che la banca possa scegliersi l'agenzia di rating esterna che preferisce in funzione del cliente, è possibile utilizzare quello interno. In questo caso le specifiche di Basilea II sono chiare e non danno spazio a scorciatoie. Sono previste tre metodologie di valutazione del rischio operativo. Metodo Base (BIA); Metodo Standard (TSA) e Metodo Avanzato (AMA). Il fatto che le banche possano usare strumenti analitici propri implica, chiaramente, la necessità di assicurare principi di trasparenza ed omogeneità (non arbitrari). Le banche dovranno riferirsi a modelli che trovano le loro radici in procedure automatizzate; così un sistema di rating risulta essere l'intero complesso di raccolta, selezione, organizzazione, e valutazione delle informazioni sui soggetti che compongono il portafoglio crediti della banca, le regole che ne presiedono il funzionamento, le classi di rischio e le probabilità di insolvenza che le contraddistinguono. Il processo ed i suoi metodi, inoltre, sono ulteriormente supervisionati da strutture diverse ed indipendenti ed è chiesta espressamente una forte coerenza interna dei modelli ed un rodaggio di almeno tre anni per verificarne la validità. Questo significa che solo grandi Banche saranno in grado affinare le procedure di rating interno. Inoltre tipicamente ogni caso ha un costo fisso (apertura della pratica) ed un costo variabile e che questo penalizza fortemente la microimpresa. Il finanziamento di 100 casi da 30'000 franchi di franchi è decisamente più costoso, per la banca di un singolo finanziamento di 3 milioni ad una media o grande impresa.

  2. Le modifiche della realtà economica europea, svizzera e ticinese.
    I problemi fin qui accennati non riguardano solo la microimpresa ticinese e le banche svizzere. I fenomeni osservati hanno pari dimensione in tutto il mondo occidentale. Oggi le PMI (imprese sotto i 250 dipendenti) rappresentano il 99.8% del totale ed impiegano la stragrande maggioranza della mano d'opera. Negli ultimi 20 anni c'è stata un progressivo calo della grande impresa (>250 dipendenti) a favore della microimpresa (< 10 dipendenti) mentre piccole e medie sono rimaste sul posto o sono cresciute meno della media. Osservando in dettaglio la realtà ticinese (simile tuttavia a quella svizzera ed europea) dobbiamo prendere atto che la crescita economica ed occupazionale è fortemente legata allo sviluppo della microimpresa. In base ai dati dell'ufficio federale di statistica infatti la crescita
    occupazionale ticinese in 20 anni (+9.3%) è così scomponibile:

  • Microimpresa (da 0 a 9 dipendenti) +24.3%

  • Piccole imprese (da 10 a 49 dipendenti) +2.3%

  • Medie imprese (da 40 a 249 dipendenti) + 6.7%

  • Grandi imprese (più di 150 dipendenti) – 3.8%

In particolare il distretto di Lugano nello stesso periodo vede in un incremento di quasi il 27% degli addetti alle microimprese ed un calo del 10.5% degli addetti alla grandi imprese.
Le trasformazioni degli ultimi due decenni sono avvenute sostanzialmente sotto il regime bancario che possiamo denominare "Basilea I". Non è il caso di invocare a gran voce un ritorno a al passato ma è chiaro che da due anni a questa parte, complice anche la crisi economica (che amplifica il rischio del credito, rendendolo più caro) il credito si è interrotto per le piccole e micro attività mentre per le banche è più economico erogarlo alle medie ed alle grandi imprese. Queste però hanno bisogno delle piccole e delle micro (per l'indotto) e bisogna considerare che un sistema finanziario che non lubrifichi adeguatamente tutti gli ingranaggi del sistema rischia di far "grippare" l'intero motore.

Le possibili soluzioni

Oggi la soluzione più invocata è quella che ripristina l'istituto della fideiussione. In pratica alcuni possessori di capitali si fanno garanti della restituzione del prestito. Anche qui tuttavia Basilea II prevede il caso e lo regolamenta. Il nuovo accordo, come il precedente del 1988, riconosce la funzione delle garanzie e consente di ridurre l’assorbimento di capitale in loro presenza. Per quanto riguarda specificamente le garanzie personali, affinché possano essere riconosciute queste però devono essere emesse da stati, enti pubblici, banche o altri soggetti con rating pari o superiore ad "A–". La garanzia dei soci persone fisiche, associazioni, quindi, non consentirà alla banca di ridurre l’impegno di capitale a fronte di una determinata esposizione, ma questo in linea con la situazione precedente. Concludendo: ai fini di Basilea 2 la fideiussione di un socio persona fisica o di un ente privo di rating è irrilevante. Questo spiega perché pur a fronte delle garanzie prestate, molte banche non concedono il prestito.

Compreso questo, è chiaro che in attesa che le banche centrali, con i tempi tipici della politica, ripensino ad una futura Basilea III, tocca temporaneamente a Stati ed enti pubblici dotati di rating pari o superiori ad "A-" (che corrisponde ad A3 di Moody's) a provvedere a garanzie in favore delle piccole e micro attività. Tutto sommato le difficoltà che oggi le imprese trovano a finanziarsi sul mercato dei capitali derivano da scelte politiche imposte da organismi politici (le banche nazionali) ad organismi privati (le banche). È quindi del tutto legittimo aspettarsi che siano organi politici, anche se di livello diverso, a cercare di trovare soluzioni ponte.

Proposte per il Cantone Ticino

Considerando che il continuo riferimento delle autorità cantonali a OBTG (la cooperativa di fideiussioni di San Gallo) è fuori luogo, visto il volume irrisorio delle fideiussioni emesse verso il nostro cantone (4 fideiussioni per un totale di 295'000 Franchi nel 2008 e altre 4 per 911'000 Franchi in totale nel 2009) e preso atto che il Ct. Ticino ha un rating adeguato (attorno ad AA) per essere esso stesso garante (fideiussore) si deve concludere che serve una soluzione diversa dall'attuale e che essa è possibile, se c'è la volontà. La soluzione è quella di studiare una collaborazione a tre, che veda da un lato le associazioni come FORMiKA aiutare le microaziende a preparare il business plan, fornendo anche sostegno continuato nel tempo per superare le crisi e consolidarsi, dall'altro il cantone (o comuni impostanti come Lugano) fornire le garanzie, in ultimo il sistema bancario, che deve contribuire a sostenere 1/3 dell'economia prodotta nel cantone. Ne ha tutto l'interesse, soprattutto in un momento in cui lo scudo fiscale e la crisi economica hanno eroso parte della redditività.

Documento a cura di FORMiKA
L'associazione dei microimprenditori

 

Link:

Basilea II su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Basilea_II

Rating su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Rating

Basilea II http://www.basilea2.com/

OBTG: http://www.obtg.ch/index.cfm?cms=cms_files/templates/obtg_kennzahlen_it.cfm


Rating:

Cantone Ticino: AA- Banca cantonale Zh

AA Credito Svizzero

AA+ UBS

A+ Vontobel


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