Microimprese e revisione contabile

Sono circa 144.000 le piccole impre­se che, approfittando di un allenta­mento legislativo entrato in vigore nel 2008, hanno rinunciato a una revisio­ne contabile. Lo rileva un'indagine del­l'agenzia di informazioni economiche Creditreform, che sottolinea come questa opzione - cosiddetto «opting out» - venga scelta soprattutto dalle giovani aziende con limitati mezzi fi­nanziari.
L'opting out - riservato ad entità con meno di 10 dipendenti, con l'obbligo di dichiarazione nel registro di com­mercio - interessa oltre il 69% della So­cietà a garanzia limitata (SAGL), for­ma societaria che si è fortemente dif­fusa negli ultimi anni (si è passati da 16.200 imprese nel 1996 alle 123.000 attuali). La quota di società anonime (SA) che rinuncia alla revisione è in­vece inferiore, pari al 30% (numero delle aziende: +15% a 195.700 nel pe­riodo indicato). Stando all'indagine di Creditreform a incidere sulla decisio­ne di non sottoporre i bilanci a un con­tabile è chiaramente il fattore costo. L'agenzia stima che l'anno scorso in tal modo le aziende hanno risparmiato oltre 500 milioni di franchi.
Creditori e fornitori devono però te­ner conto delle conseguenze di que­sto stato di cose nella loro valutazio­ne dei rischi: le imprese non sottopo­ste a un controllo esterno vanno giu­dicate con più attenzione, sostiene Creditreform.

Fonte: Corriere del Ticino del 2 febbraio 2011

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