Microcredito: ogni alternativa è benvenuta!

Corriere del Ticino di sabato 10 luglio 2010, pagina 9 

FRANCESCO FORTI *
Il finanziamento delle attività economiche è un preciso compito delle banche. Nate a metà del 1400 esse sono state il perno dello sviluppo economico. Hanno permesso l'impiego dei risparmi privati ed il reperimento dei capitali necessari per gli investimenti industriali. Dal 1900 ad oggi le banche finanziano anche il debito pubblico di chi spende più di quanto incassa (crisi del debito greco)! Si è creato un circolo vizioso: invece di finanziare le rischiose attività economiche per dare ossigeno ad un'economia che ristagna, le banche preferiscono finanziare gli Stati. Inoltre, anche gli Stati ci mettono gli zampini regolatori! Con il noto accordo di Basilea2 hanno dettato condizioni severe per la gestione dei rischi delle banche, quando prestano denaro alle imprese. Nel contempo hanno dichiarato «sicuri» gli investimenti nei fondi sovrani. Una banca che volesse investire 100 milioni oggi non finanzierà mai 3.000 micro o piccole imprese! L'onere in accantonamenti interni e l'esame rigoroso di questi 3.000 «business plan» mette fuori gioco questa possibilità.

Molto meglio comprare debito pubblico greco. Se va male ci sono sempre i governi a metterci una pezza. Mi domando: se le banche non fanno il loro mestiere, cosa possiamo fare? Soprattutto nei momenti difficili, le imprese hanno bisogno di sostegno per non rimanere al palo. Come sfruttare nuove opportunità se mancano i fondi? Se le imprese languono, l'occupazione si ferma. I gettiti fiscali calano e contribuiscono ad alimentare la spirale negativa dei debiti pubblici. Questi poi sottraggono risorse alle attività economiche. Da 5 anni, con la graduale entrata in vigore di Basilea2 ed il parallelo calo dei finanziamenti delle piccole attività economiche, sono sorte varie iniziative sotto il nome di Microcredito.

Esistono diversi modelli per i finanziamenti inferiori ai 30.000 franchi. La consolidata struttura italiana dei Confidi, consorzi o cooperative di garanzia che nascono come espressione delle varie associazioni di categoria industriali, artigianali, commerciali. Questo tipo di struttura è possibile in Italia perché c'è una forte cultura associativa. Il 50% degli artigiani aderisce ad una delle due principali associazioni di categoria. Inoltre questa soluzione è sostenuta dal Fondo Europeo per gli Investimenti. Da noi invece questo meccanismo viene meno: l'unica cooperativa del genere, a San Gallo, eroga finanziamenti in Ticino solo per 4 casi a fronte di 2.000 nuove imprese ogni anno.

Si stanno facendo strada delle fondazioni come ASECE e associazioni come AMISI. Il modello di finanziamento vede presenti privati, cantoni e comuni. ASECE ha come donatori il promovimento economico della Regione di Losanna, la città stessa, la Fondazione di famiglia Sandoz, la lotteria romanda. Elemento comune tra il modello italiano ed il nostro è di fornire solo le garanzie senza prestare direttamente dei soldi (fideiussioni). Saranno poi le banche ad erogare il credito.
Importante è il contributo degli esperti nelle Università economiche, nelle associazioni di categoria ed anche di quegli imprenditori in pensione, come fanno i soci di AS­SCOPROFI. Oltre a prestare fondi ad un neoimprenditore bisogna inserirlo in una rete di sostegno come FOR-MiKA, l'Associazione dei microimprenditori nata 5 anni fa, e non lasciarlo solo! Seguire e sostenere i casi finanziati aumenta la percentuale di successo e riduce il rischio di perdere un capitale. È dunque determinante la collaborazione tra banche, fondazioni, associazioni di categoria, università, città e cantone, ognuno con il suo ruolo e compito. È fondamentale una certa pluralità di soggetti, in grado di erogare garanzie per la nascita di nuove imprese.

Prossimamente si discuterà in Consiglio Comunale di Lugano l'idea di creare una simile fondazione. Vedremo i dettagli operativi, tutti da stabilire. Comunque vada il Municipio, con i due bandi di concorso appena annunciati per un totale di mezzo milione di franchi in iniziative di Microcredito, ci fa capire di aver compreso la necessità, almeno in tempo di crisi, di agire concretamente.
* Presidente di FORMiKA.

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