L'Associazione FORMiKA compie cinque anni

Si occupa dei problemi dei microimprenditori alle prese con la crisi e le necessità di credito

La metà delle microimprese è costituita da aziende individuali (singoli avvocati, artigiani, professionisti) e in media le microaziende hanno 3,4 addetti ciascuna

Se cinque anni fa qualcuno ha messo in dubbio la sopravvivenza di FORMiKA, l'Associazione dei microimprenditori, oggi dovrà ricredersi. «Nascono e muoiono come funghi», si mormorava. Eppure ce l'abbiamo fatta! Costituita a Lugano nell'aprile del 2005, FORMiKA è giunta alla sua sesta assemblea e traccia un primo bilancio positivo. L'Associazione è viva e attiva come non mai e lo è la stragrande maggioranza dei nostri soci. La rete si è rafforzata e sempre più microimprenditori si associano.

Siamo più di cento ed il numero continua a crescere. Noi siamo più di un'Associazione di categoria: raggruppiamo falegnami, idraulici, avvocati, informatici ecc. Qualsiasi azienda con meno di dieci dipendenti può iscriversi e far parte della rete. Molti dei nostri soci prima di mettersi in proprio hanno lavorato in grandi e medie aziende, dove hanno occupato posizioni di rilievo. La rete tra i nostri soci ha riprodotto questo ambiente. Chi si mette in proprio non può certo fare tutto: contabilità, pubblicità e paghe? Risolvere problemi legali, occuparsi di assicurazioni e di siti Internet? Per risolvere questi enigmi dovrà forse rivolgersi ad un fornitore esterno. Chi entra a far parte dell'Associazione dei microimprenditori trova altri soci, ognuno competente nel suo piccolo.

Si sviluppano dei rapporti che superano il normale rapporto cliente-fornitore. Incontra altri microimprenditori, persone altamente qualificate e preparate che conoscono in prima persona i problemi di una piccola azienda. Inoltre, scopre all'interno della rete un piccolo mercato nel mercato. Trova delle condizioni economiche molto favorevoli. Que sto valore aggiunto, formidabile per chi inizia un'attività e valido per le aziende già attive, è ben superiore alla quota associativa.

Questo spiega a nostro avviso il successo costante di FORMiKA.

Anche l'Ente pubblico si è accorto dell'importanza specifica della microimpresa nell'economia. In passato si diceva che le PMI avevano bisogno di un'attenzione particolare. Ora ci si rende conto che rappresentano il 99,8% di tutte le imprese ticinesi e quindi la totalità! L'attenzione si sposta quindi gradualmente verso la microimpresa. Essa rappresenta l'86% del totale ed un terzo degli addetti del Cantone!

La metà delle microimprese è costituita da aziende individuali (singoli av vocati, artigiani, professionisti) e in media le microaziende hanno 3, 4 addetti ciascuna. Facciamo un esempio dei volumi coinvolti: quando una grande azienda licenzia 80 dipendenti, tutti si muovono e scrivono lunghi articoli sui giornali. E se in un anno di crisi chiudessero 1.000 microimprese delle 17.000 esistenti? Avremmo 3.400 lavoratori per strada e di questo nessuno parlerebbe. Se in un anno nascessero 1.500 microimprese, avremmo 5.100 nuovi posti di lavoro. Non sono numeri a caso. Da vent'anni il trend è proprio questo: un saldo annuale attivo tra 500 e 900 unità ( a seconda della congiuntura) ed una crescita del personale del 24% per la sola microim presa.

Sostenere la microimpresa e l'autoimprenditorialità partendo dai suoi bisogni immediati (ad esempio il microcredito e le condizioni sociali) è un modo efficace per sostenere l'occupazione del Cantone. Ci auguriamo che gradualmente tutti comprendano l'importanza delle microimprese, proprio tutti! Anche chi oggi permette agli uffici pubblici di fare concorrenza ai piccoli imprenditori. Come si dice nel Burkina-Faso: se le formiche si mettono d'accordo, possono spostare un elefante! Qui di formiche ne abbiamo tante e pure qualche elefante da spostare.


Francesco Paolo Forti,
Presidente di FORMiKA


Corriere del Ticino, 20 Aprile 2010, pag. 35, Economia