Risposta alla interrogazione del 24 gennaio n. 13.10

Risposta a Interrogazione

(vedere il documento originale)


Signori
- Franco Celio
- Giacomo Garzoli
Deputati al Gran Consiglio

Interrogazione 24 gennaio 2010 n. 13.10
Sostegno alla micro-imprenditorialità

Signori deputati,

la vostra interrogazione prende spunto dall’edizione dello scorso 21 gennaio della trasmissione televisiva "Falò", dedicata alla micro-imprenditorialità. Alle cinque domande poste al Consiglio di Stato rispondiamo quanto segue.

1. Quali sono gli strumenti che il Cantone mette a disposizione delle iniziative che rientrano nel campo della "micro-imprenditorialità"? A quali condizioni?

Per sostenere le iniziative di micro-imprenditorialità, gli incentivi per nuove attività indipendenti, previsti dall’art. 6 della Legge cantonale sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-Rilocc), dal 2008 sono stati estesi anche alle persone non iscritte alla disoccupazione, in base alla riforma legislativa approvata dal Gran Consiglio il 20 marzo 2007 (messaggio n. 5667A).

L’aiuto prevede le seguenti prestazioni:

  • presa a carico del 100% degli oneri sociali obbligatori (AVS/AI/IPG) effettivi del o dei titolari per una durata massima di 24 mesi;

  • consulenza da parte di personale specializzato durante il primo anno di attività;

  • presa a carico, mediante fideiussione, del 20% dei rischi di perdita per progetti particolarmente meritevoli che non hanno beneficiato degli aiuti previsti dalla LADI.

Accanto agli aiuti della L-Rilocc vi è poi lo strumento della fideiussione. In particolare, con l’entrata in vigore il 15 luglio del 2007 della nuova Legge federale sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese, sono infatti date anche in Ticino le premesse per appoggiarsi maggiormente allo strumento della fideiussione tramite la cooperativa OBTG (Ostschweizerische Bürgschafts und Treuhandgenossenschaft) con sede a San Gallo.


Va inoltre sottolineato che, nell’ambito del Decreto legislativo concernente lo stanziamento di un credito quadro di 19.5 milioni di franchi per attuare misure di politica regionale cantonale complementari alla politica regionale della Confederazione (messaggio n. 6174 approvato dal Gran Consiglio il 22 giugno 2009), il Cantone ha previsto di stanziare 500'000 franchi a favore di ciascuno dei 4 costituendi Enti regionali di sviluppo proprio per il sostegno di micro-progetti.

È auspicabile che con questi mezzi, in collaborazione con i partner già attivi in tale ambito, sia presto possibile concedere anche dei microcrediti. A tal fine, oltre agli importi indicati, gli Enti regionali di sviluppo potranno peraltro contare anche sulle rimanenze dei contributi versati in passato dal Cantone alle Regioni di montagna per il sussidiamento di iniziative di dimensioni limitate intese a colmare lacune nel campo dei servizi o volte a valorizzare risorse locali. Concessi in base alla Legge cantonale sull’aiuto agli investimenti nelle regioni montane, dopo l’abrogazione di quest’ultima, tali contributi resteranno infatti a disposizione dei rispettivi Enti regionali di sviluppo.

È infine da segnalare anche l’interessante progetto fondounimpresa.ch, dedicato all’auto-imprenditorialità e strettamente legato alla formazione professionale, nato dalla collaborazione tra la Scuola professionale artigianale e industriale di Lugano-Trevano e la Fondazione ECAP, con il sostegno del Cantone e della Confederazione.

2. Che cosa può dire riguardo all’accusa di "concorrenza sleale" che sarebbe praticata da iniziative statali in determinati settori?

L’accusa allo Stato di praticare concorrenza sleale è stata formulata, nel corso della puntata di "Falò" del 21 gennaio scorso, dal titolare di un’agenzia privata, secondo il quale il servizio di "Lingue e stage all’estero" (LSE) del Cantone invaderebbe un campo di competenza del privato, sfruttando una posizione di privilegio sul mercato.

Innanzitutto il servizio LSE, nato nel 1997, rientra in un compito dello Stato definito nella Legge sull’orientamento scolastico e professionale e sulla formazione professionale continua del 4 febbraio 1998. Esso ha l’obiettivo di promuovere l’acquisizione e il perfezionamento delle competenze linguistiche necessarie per affermarsi nel mondo del lavoro, offrendo a studenti e apprendisti l’opportunità di confrontarsi con una realtà scolastica e professionale fuori Cantone, in sintonia con le politiche promosse sul piano internazionale.

Questo servizio è nato dall’esigenza di dare la possibilità agli studenti ticinesi di poter fare soggiorni linguistici ma soprattutto stage professionali in azienda all’estero. Si tratta di ambiti interconnessi, ma è naturale che l’organizzazione di stage non è interessante da un punto di vista commerciale. Si tratta pertanto di un servizio che può essere garantito dal Cantone.

Il servizio LSE è responsabile in Ticino dell’organizzazione e del supporto ai partecipanti dei programmi internazionali di scambio di stagiaire XChange (per apprendisti), Eurodyssée (per diplomati), Leonardo da Vinci (per studenti e diplomati) e di scambio di liceali con Australia e Germania. I giovani ticinesi partecipanti a questi programmi beneficiano di finanziamenti europei. A sua volta il servizio LSE organizza stage professionali (o esperienze scolastiche in un liceo) in Ticino per i giovani delle regioni partner.

L’attività legata all’organizzazione dei soggiorni linguistici si è invece molto sviluppata negli ultimi 10 anni e proprio alla luce di questa situazione il DECS ha deciso già da tempo di ridurre la sua offerta in tale ambito. Non ha in ogni caso senso, per motivi legati in particolare all’organizzazione di soggiorni in cui si combinano stage e corsi di lingua, annullare completamente l’offerta.

Non va dimenticato qual è l’obiettivo di quest’attività, che non è ovviamente quello di fare concorrenza a privati in un’attività commerciale. L’obiettivo è garantire la presenza sul mercato del lavoro di persone qualificate, con solide competenze linguistiche e professionali che possono essere messe a beneficio della crescita economica del Cantone. Non si tratta dunque di concorrenza, ma di ruolo sussidiario svolto dallo Stato rispetto all’iniziativa privata in unsettore che ha potuto godere di sussidi per corsi linguistici per un totale che, nel 2008/2009, ha superato 450’000 franchi. D’altro canto, un’inchiesta del 2004 della Commissione federale della concorrenza è giunta alla conclusione che il servizio LSE non ha una posizione dominante sul mercato e che non rappresenta un ostacolo per la libera concorrenza.

 

Va anche sottolineato che il Cantone informa sistematicamente sulle possibilità private esistenti. Sul proprio sito internet sono, ad esempio, presenti i link agli operatori privati. Nell’ambito dell’organizzazione di Espoprofessioni sono state contattate le 11 principali agenzie per soggiorni linguistici in Ticino, con l’invito a co-presenziare allo stand di lingue e stage all’estero per proporre i loro programmi (potenziali utenti: 20'000-30'000). Inoltre agli operatori privati è anche garantita la possibilità di esporre le locandine nelle scuole professionali.

 

3. Vi sono "strumenti", aventi le stesse finalità, messi a disposizione della Banca dello Stato? Se sì, quali? A quali condizioni?

BancaStato non è direttamente attiva nel campo del microcredito, tuttavia svolge un importante ruolo quale partner della cooperativa OBTG.

 

4. In riferimento alla domanda precedente, corrisponde al vero quanto affermato dal conduttore della trasmissione citata, ovvero che i responsabili della BdS si sarebbero rifiutati di rispondere a domande di questo genere, previste nell’ambito del servizio televisivo? Se sì, perché? Quali sono i criteri applicati dalla BdS in materia di informazione al pubblico?

Non sappiamo se corrisponda al vero che i responsabili di BancaStato si sarebbero rifiutati di rispondere alle domande. Per quanto riguarda invece, più in generale, i criteri d’informazione al pubblico adottati da BancaStato, essi potranno essere oggetto di specifica verifica da parte della competente Commissione parlamentare.

 

5. Più in generale, come giudica il Consiglio di Stato gli strumenti complessivamente a disposizione per sostenere la micro-imprenditorialità? Intende ev. potenziarli? Se del caso, in che modo?

Gli strumenti del Cantone per sostenere la micro-imprenditorialità possono essere giudicati nel complesso positivamente. Si tratta infatti di aiuti concreti che hanno dimostrato la loro efficacia e che hanno permesso la nascita di attività indipendenti scaturite dalla volontà di persone desiderose di realizzare un loro progetto professionale o nella situazione di doversi costruire un nuovo percorso lavorativo.

Considerato che il principale problema consiste nell’accesso al credito per importi d’entità contenuta, e che questo segmento non suscita tendenzialmente l’interesse del settore bancario tradizionale, si può affermare che le forme di sostegno garantite dall’ente pubblico rappresentano una valido appoggio per avviare micro-progetti meritevoli e finanziariamente sostenibili.

Nel solo 2009 all’Ufficio delle misure attive della Sezione del lavoro sono state inoltrate 226 richieste che hanno portato all’avvio di ben 81 progetti. Tutte queste nuove realtà imprenditoriali, una trentina della quali promosse da persone che avevano un’occupazione dipendente, hanno richiesto e ottenuto il rimborso degli oneri sociali. Solo la metà circa ha fatto richiesta anche per la misura dell’accompagnamento tecnico.

Per quanto riguarda eventuali sviluppi futuri, prima di ipotizzare il potenziamento del sostegno pubblico alla micro-imprenditorialità occorre consolidare l’applicazione degli strumenti già esistenti, indicati nella risposta alla prima domanda, valutando attentamente i risultati e le reali esigenze del mercato.

Giova ricordare che - come ampiamente esposto nel già citato messaggio n. 6174 concernente lo stanziamento di un credito quadro di 19.5 milioni di franchi per attuare misure di politica regionale cantonale complementari alla politica regionale della Confederazione - l’opzione di costituire una fondazione ad hoc per la concessione di microcrediti era stata vagliata già nel 2007 e nel 2008, analizzando iniziative ed esperienze allora presenti. Si giunse alla conclusione che una facilitazione dell’accesso al credito può essere raggiunta con il ricorso allo strumento della fideiussione. Strumento a cui ora si aggiunge, come detto in risposta alla prima domanda, anche quello legato alla concessione di fondi per i micro-progetti regionali.

 

Vogliate gradire, signori deputati, l’espressione della nostra stima.

 


PER IL CONSIGLIO DI STATO


Il Presidente:    Il Cancelliere:

 

G. Gendotti       G. Gianella