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 Oggetto del messaggio: Pubblico e Privato – Concorrenza da evitare
MessaggioInviato: 22/01/2010, 9:19 
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Iscritto il: 12/11/2009, 17:29
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Riproponiamo qui l'articolo apparso all'inizio della settimana su alcuni media cantonali e firmato dal presidente dell'associazione.
Lo scopo è quello di avere un'eventuale discussione ed approfondimento sui vari casi di concorrenza tra pubblico e privato che vorrete segnalarci.

Ci interroghiamo spesso sulla ridefinizione dei compiti dello Stato: per alcuni sono troppi, per altri non abbastanza. Ogni opinione è lecita. Come Associazione dei microimprenditori, apartitica, desideriamo tuttavia sottolineare un punto importante. La concorrenza tra settore pubblico ed economia privata dovrebbe essere evitata il più possibile. Se l'attività fornita dalle aziende private fosse carente ed il servizio fosse indispensabile per la società oppure se il costo del servizio avesse un impatto sociale, lo Stato potrebbe e dovrebbe essere complementare o temporaneamente sussidiario. Quando tuttavia diverse attività private presenti in tutto il territorio operano in regime di libera concorrenza, è singolare scoprire che lo Stato si è organizzato per fornire anche lui lo stesso servizio, in sovrapposizione ai privati.

Non abbiamo dubbi: se lo Stato facesse concorrenza ad una grande o media azienda sarebbe già emerso sulle colonne di tutti i giornali. In questo caso si tratta invece di piccole attività, quelle microimprese con meno di 10 dipendenti che costituiscono 86% di tutte le imprese in Ticino. Queste, pur essendo tantissime, difficilmente riescono a far ascoltare la loro voce. Come associazione riteniamo che la piccola dimensione dell'azienda danneggiata, in termini di fatturato ed utili, non debba essere un alibi per ignorare il caso. Lo Stato stesso afferma di dover fare un passo indietro in alcuni suoi compiti e di dover risparmiare. Spesso si constata che non ci sono casi concreti ma ora abbiamo l’esempio di un nostro associato che ci ha segnalato la sua esperienza.

Parliamo dei soggiorni linguistici e stage all'estero, attività che da oltre 20 anni è offerta da privati con uffici in varie città del Cantone. Dal 1997 lo stesso servizio è proposto anche da un ufficio cantonale. Questo ufficio sottrae centinaia di casi al settore privato. E siamo in piena crisi economica. Se il servizio dello Stato si limitasse a finanziare i casi che necessitano di aiuto e lasciasse l'organizzazione del soggiorno linguistico ai privati, avremmo una sinergia, una complementarietà. Invece c'è concorrenza , con una evidente “disparità” di mezzi: l'ufficio cantonale ha un binario preferenziale per comunicare nelle scuole. Dispone di mezzi comunicativi che per onere economico sono fuori dalla portata dell'azienda privata. Non paga imposte, affitto, luce, computer. Non ha i costi che ha il privato. Non ha il problema di pagare gli stipendi a fine mese.

Tutto è reso più complicato dal fatto che nel bilancio del Cantone non si trova la voce specifica relativa ai costi di quel servizio. Siamo quindi in presenza di una scarsa trasparenza? Discutiamo di crisi economica e assistiamo al paradosso di uno Stato che vorrebbe risparmiare ma che con una mano sottrae fatturato al privato e con l'altra si dichiara disponibile a stanziare fondi anticrisi per aiutare l'economia privata. Ci chiediamo quali sono i compiti dello Stato. Con una mano dare e con l'altra togliere? Quanti altri casi del genere ci sono?

Francesco Forti,
Presidente di FORMiKA,
l'Associazione dei microimprenditori


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 Oggetto del messaggio: Re: Pubblico e Privato – Concorrenza da evitare
MessaggioInviato: 16/04/2010, 11:45 
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Iscritto il: 12/11/2009, 17:29
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In data 24 gennaio 2010 è stata presentata un interrogazione (la numero 13.10) al Gran Consiglio.
Questa, in riferimento ad alcuni temi emersi durante la puntata che la trasmissione Falò ha fatto sulla microimpresa, chiedeva, tra le varie cose:
Cita:
2. Che cosa può dire riguardo all’accusa di “concorrenza sleale” che sarebbe praticata da iniziative statali in determinati settori?

Di seguito riportiamo la risposta che il Gran Consiglio ha fornito, sul punto specifico:
Cita:
L’accusa allo Stato di praticare concorrenza sleale è stata formulata, nel corso della puntata di "Falò" del 21 gennaio scorso, dal titolare di un’agenzia privata, secondo il quale il servizio di "Lingue e stage all’estero" (LSE) del Cantone invaderebbe un campo di competenza del privato, sfruttando una posizione di privilegio sul mercato.

Innanzitutto il servizio LSE, nato nel 1997, rientra in un compito dello Stato definito nella Legge sull’orientamento scolastico e professionale e sulla formazione professionale continua del 4 febbraio 1998. Esso ha l’obiettivo di promuovere l’acquisizione e il perfezionamento delle competenze linguistiche necessarie per affermarsi nel mondo del lavoro, offrendo a studenti e apprendisti l’opportunità di confrontarsi con una realtà scolastica e professionale fuori Cantone, in sintonia con le politiche promosse sul piano internazionale.

Questo servizio è nato dall’esigenza di dare la possibilità agli studenti ticinesi di poter fare soggiorni linguistici ma soprattutto stage professionali in azienda all’estero. Si tratta di ambiti interconnessi, ma è naturale che l’organizzazione di stage non è interessante da un punto di vista commerciale. Si tratta pertanto di un servizio che può essere garantito dal Cantone.

Il servizio LSE è responsabile in Ticino dell’organizzazione e del supporto ai partecipanti dei programmi internazionali di scambio di stagiaire XChange (per apprendisti), Eurodyssée (per diplomati), Leonardo da Vinci (per studenti e diplomati) e di scambio di liceali con Australia e Germania. I giovani ticinesi partecipanti a questi programmi beneficiano di finanziamenti europei. A sua volta il servizio LSE organizza stage professionali (o esperienze scolastiche in un liceo) in Ticino per i giovani delle regioni partner.

L’attività legata all’organizzazione dei soggiorni linguistici si è invece molto sviluppata negli ultimi 10 anni e proprio alla luce di questa situazione il DECS ha deciso già da tempo di ridurre la sua offerta in tale ambito. Non ha in ogni caso senso, per motivi legati in particolare all’organizzazione di soggiorni in cui si combinano stage e corsi di lingua, annullare completamente l’offerta.

Non va dimenticato qual è l’obiettivo di quest’attività, che non è ovviamente quello di fare concorrenza a privati in un’attività commerciale. L’obiettivo è garantire la presenza sul mercato del lavoro di persone qualificate, con solide competenze linguistiche e professionali che possono essere messe a beneficio della crescita economica del Cantone. Non si tratta dunque di concorrenza, ma di ruolo sussidiario svolto dallo Stato rispetto all’iniziativa privata in unsettore che ha potuto godere di sussidi per corsi linguistici per un totale che, nel 2008/2009, ha superato 450’000 franchi. D’altro canto, un’inchiesta del 2004 della Commissione federale della concorrenza è giunta alla conclusione che il servizio LSE non ha una posizione dominante sul mercato e che non rappresenta un ostacolo per la libera concorrenza.

Va anche sottolineato che il Cantone informa sistematicamente sulle possibilità private esistenti. Sul proprio sito internet sono, ad esempio, presenti i link agli operatori privati. Nell’ambito dell’organizzazione di Espoprofessioni sono state contattate le 11 principali agenzie per soggiorni linguistici in Ticino, con l’invito a co-presenziare allo stand di lingue e stage all’estero per proporre i loro programmi (potenziali utenti: 20'000-30'000). Inoltre agli operatori privati è anche garantita la possibilità di esporre le locandine nelle scuole professionali.


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 Oggetto del messaggio: Re: Pubblico e Privato – Concorrenza da evitare
MessaggioInviato: 16/04/2010, 16:06 
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Iscritto il: 12/11/2009, 17:11
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Località: Breganzona
Come Presidente di Formika ho seguito in dettaglio sia le fasi preparatorie del servizio di Falò sia il caso concreto dell'imprenditore luganese che si trova nella situazione di subire, ormai da 13 anni, la concorrenza di un ufficio cantonale.
Concorrenza che colpisce non solo il nostro socio ma anche tutte le imprese attive nel Cantone nel settore dei soggiorni linguistici all'estero.

La risposta del Gran Consiglio appartiene tipicamente al genere di repliche perfette sul piano burocratico, stilate da funzionari preparati ma che contemporaneamente sono risposte deludenti sul piano politico.

Riassumendo, è la risposta che possiamo aspettarci dalla Burocrazia, non dalla Politica.

Spero che nei prossimi giorni l'imprenditore luganese, che ora è all'estero per lavoro, possa intervenire chiarendo alcuni dettagli essenziali.
Nel frattempo avendo seguito il caso dall'anno scorso, reputo importante precisare alcune cose.
Prima di "dare il fuoco alle polveri" su questo caso, tramite articoli sui giornali e servizi televisivi, la Presidenza di FORMIKA ha ritenuto corretto organizzare un incontro diretto trilaterale con i responsabili dell'ufficio cantonale, il nostro socio, ed il sottoscrittto, in qualità di presidente dell'Associazione. Da questo colloquio sono scaturite alcune informazioni interessanti mentre altre, legate soprattutto ai costi che la collettività paga per questo servizio (SLE) rimangono ancora avvolte da un alone di mistero.

In sintesi ci permettiamo di sostenere che:
1) la base legale è arrivata 5 anni dopo che l'ufficio era stato aperto. Informazione facilmente verificabile (e smentibile) e che è in parte confermata dalla stessa replica del Governo, che parla di un ufficio aperto nel 1997 e di una prima base legale del 1998 (insufficiente, se anni dopo è stata ulteriormente perfezionata).
2) il fatto che ora agli operatori privati sia anche garantita la possibilità di esporre le locandine nelle scuole professionali è una novità dovuta proprio alle continue richieste in tal senso costantemente fatte dai privati. Prima solo in alcune scuole era possibile, in molte no. Lo consideriamo un successo.
3) la stessa presenza dei privati ad Espoprofessioni è una primizia (è il primo anno che succede) dopo anni che il nostro socio lo richiedeva. Altro successo.
4) anche il fatto che sito Internet di SLE siano presenti i link agli operatori privati è il risultato della pressante richiesta del nostro socio in questi anni.

Sembra di assistere a gentili concessioni del "sovrano" ma in realtà si tratta del frutto del lavoro costante di anni per ottenere il diritto rivendicato all'iniziativa privata. Motivo quindi per insistere sulla strada delle richieste.

Entrando nel merito della risposta ci preme evidenziare quella che per noi è una evidente contraddizione.
Per giustificare l'intervento pubblico si dice che "è naturale che l’organizzazione di stage non è interessante da un punto di vista commerciale" ma si dice anche che "L’attività legata all’organizzazione dei soggiorni linguistici si è invece molto sviluppata negli ultimi 10 anni ". Il nostro socio ci ha invece confermato che anche i privati organizzano stage all'estero e quindi l'ambito di concorrenza avviene anche in questo settore. Se lo fa possiamo ritenere che sia interessante dal punto di vista commerciale. Il Governo inoltre indica come interconnessi i due ambiti (stage e soggiorni) ma non si capisce perché mai questa interconnessione esista solo per il settore pubblico e sparisca come per magia per il settore privato.

A maggior ragione è da considerare il fatto che, a parte Ticino, Ginevra e Basilea, la totalità dei cantoni non ha un ufficio pubblico come LSE. Eppure stage e soggiorni all'estero sono fatti in tutta la Svizzera.
L'iniziativa privata quindi se la cava bene negli altri cantoni, senza necessità che il settore pubblico invada l'ambito privato.

Come Associazione abbiamo subito chiarito che non mettiamo in discussione la cosiddetta "base legale", e cioè l'insieme delle leggi che autorizzano il Cantone a svolgere una certa attività: ci mancherebbe altro che il cantone facesse cose senza avere una legge che lo consente. Contestiamo invece l'opportunità che il cantone entri in concorrenza con i privati nel settore dei soggiorni e degli stage all'estero. Invochiamo un ripensamento. E in attesa di questo auspichiamo un alleggerimento dell'invadenza.

Si parla spesso di ridefinizione dei compiti dello Stato, per risparmiare risorse pubbliche e quindi imposte a cittadini, imprese nonché rimettere ordine nei conti.
Esiste anche la necessità di non disperdere l'attività in mille rivoli ma di concentrarla sui compiti principali: educazione, socialità, ambiente, difesa del cittadino.
Quando si arriva al dunque non si trova mai nulla eppure qui abbiamo trovato un caso. Esiste la necessità di migliorare il rendimento scolastico dei nostri studenti soprattutto nella lingua madre (come le indagini PISA hanno evidenziato) ed è opportuno che stato e privati si ripartiscano i compiti, come avviene nella moderna società basata sulla divisione del lavoro.
Il settore pubblico si concenti sull'educazione primaria, secondaria e professionale dei nostri giovani qui in Ticino.
I privati pensino alla formazione all'estero dei nostri giovani, degli adulti e degli stranieri che arrivano qui.
Poi si possono ipotizzare misure di coordinamento, nel caso in cui emergessero lacune in questa distribuzione dei compiti.
L'importante è cooperare, essere complementari. La competizione in questo caso danneggia tutti.

Francesco Forti
Presidente di FORMiKA, l'Associazione dei microimprenditori


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 Oggetto del messaggio: Re: Pubblico e Privato – Concorrenza da evitare
MessaggioInviato: 08/06/2010, 19:26 
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Iscritto il: 08/06/2010, 19:10
Messaggi: 7
"I privati pensino alla formazione all'estero dei nostri giovani, degli adulti e degli stranieri che arrivano qui."

Sono pienamente d'accordo, ho aperto una piccola scuola di lingue a Bellinzona e i corsi di lingue dei "corsi per adulti" sono un problema per me, definerei il cantone una concorrenza.
Per fortuna posso offrire più flessibilità.


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