In data 24 gennaio 2010 è stata presentata un interrogazione (la
numero 13.10) al Gran Consiglio.
Questa, in riferimento ad alcuni temi emersi durante la puntata che la
trasmissione Falò ha fatto sulla microimpresa, chiedeva, tra le varie cose:
Cita:
2. Che cosa può dire riguardo all’accusa di “concorrenza sleale” che sarebbe praticata da iniziative statali in determinati settori?
Di seguito riportiamo la risposta che il Gran Consiglio ha fornito, sul punto specifico:
Cita:
L’accusa allo Stato di praticare concorrenza sleale è stata formulata, nel corso della puntata di "Falò" del 21 gennaio scorso, dal titolare di un’agenzia privata, secondo il quale il servizio di "Lingue e stage all’estero" (LSE) del Cantone invaderebbe un campo di competenza del privato, sfruttando una posizione di privilegio sul mercato.
Innanzitutto il servizio LSE, nato nel 1997, rientra in un compito dello Stato definito nella Legge sull’orientamento scolastico e professionale e sulla formazione professionale continua del 4 febbraio 1998. Esso ha l’obiettivo di promuovere l’acquisizione e il perfezionamento delle competenze linguistiche necessarie per affermarsi nel mondo del lavoro, offrendo a studenti e apprendisti l’opportunità di confrontarsi con una realtà scolastica e professionale fuori Cantone, in sintonia con le politiche promosse sul piano internazionale.
Questo servizio è nato dall’esigenza di dare la possibilità agli studenti ticinesi di poter fare soggiorni linguistici ma soprattutto stage professionali in azienda all’estero. Si tratta di ambiti interconnessi, ma è naturale che l’organizzazione di stage non è interessante da un punto di vista commerciale. Si tratta pertanto di un servizio che può essere garantito dal Cantone.
Il servizio LSE è responsabile in Ticino dell’organizzazione e del supporto ai partecipanti dei programmi internazionali di scambio di stagiaire XChange (per apprendisti), Eurodyssée (per diplomati), Leonardo da Vinci (per studenti e diplomati) e di scambio di liceali con Australia e Germania. I giovani ticinesi partecipanti a questi programmi beneficiano di finanziamenti europei. A sua volta il servizio LSE organizza stage professionali (o esperienze scolastiche in un liceo) in Ticino per i giovani delle regioni partner.
L’attività legata all’organizzazione dei soggiorni linguistici si è invece molto sviluppata negli ultimi 10 anni e proprio alla luce di questa situazione il DECS ha deciso già da tempo di ridurre la sua offerta in tale ambito. Non ha in ogni caso senso, per motivi legati in particolare all’organizzazione di soggiorni in cui si combinano stage e corsi di lingua, annullare completamente l’offerta.
Non va dimenticato qual è l’obiettivo di quest’attività, che non è ovviamente quello di fare concorrenza a privati in un’attività commerciale. L’obiettivo è garantire la presenza sul mercato del lavoro di persone qualificate, con solide competenze linguistiche e professionali che possono essere messe a beneficio della crescita economica del Cantone. Non si tratta dunque di concorrenza, ma di ruolo sussidiario svolto dallo Stato rispetto all’iniziativa privata in unsettore che ha potuto godere di sussidi per corsi linguistici per un totale che, nel 2008/2009, ha superato 450’000 franchi. D’altro canto, un’inchiesta del 2004 della Commissione federale della concorrenza è giunta alla conclusione che il servizio LSE non ha una posizione dominante sul mercato e che non rappresenta un ostacolo per la libera concorrenza.
Va anche sottolineato che il Cantone informa sistematicamente sulle possibilità private esistenti. Sul proprio sito internet sono, ad esempio, presenti i link agli operatori privati. Nell’ambito dell’organizzazione di Espoprofessioni sono state contattate le 11 principali agenzie per soggiorni linguistici in Ticino, con l’invito a co-presenziare allo stand di lingue e stage all’estero per proporre i loro programmi (potenziali utenti: 20'000-30'000). Inoltre agli operatori privati è anche garantita la possibilità di esporre le locandine nelle scuole professionali.